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L'OSCURA MALINCONIA DEI SENSI
Sacha Rosel (a cura di), pp. 128, € 12,00, 2011 - Isbn 978-88-95396-41-5

Fra sogno e sesso si aprono strade segrete, paesaggi sconosciuti, giardini profumati di odori che non hanno nome. La mia prima impressione, leggendo questi racconti, è che gli autori abbiano voluto esplorare queste zone di frontiera. L’altra, che viene di conseguenza, è che ciascuno, sprofondando fino alle radici del fantasticare, abbia dato il meglio di sé.
In ognuno dei testi è l’immaginario il vero protagonista, sempre consapevole e penetrato a fondo, a dimostrare che la sessualità è prima di tutto della mente. In Venturini può essere il senso del limite e dell’oltre, in Vesnaver l’incontro (delizioso e pauroso) con l’elemento animale, in Buzzi un inganno di profili virtuali disperso nel grigiore della quotidianità, in Saffi un giocattolo erotico rivestito di tutti i desideri. Iarrera mette in scena qualcuno che si riveste di un corpo immaginario per giungere alla soddisfazione di una voglia proibita, mentre Marenzana descrive un incontro di pelle attraverso i procedimenti della scrittura. E ancora, Recchioni immagina il suo uomo a rotelle in un rapporto erotico con un altro sé. Per Smocovich l’origine del piacere è una lancinante nostalgia necrofila, per Babbore la cecità, per Baraldi un trip onirico in cui ci si confonde con il tutto, per Rosel la dimensione del viaggio e dell’esotismo, e un’amante che incarna il ricordo di due uomini.
Ma è sempre l’immaginario a dominare, quel punto oscuro e malinconico (giustamente il titolo della raccolta parla di oscurità e malinconia) in cui le nostre visioni e la realtà si accarezzano, si scontrano, si baciano, si sbranano, cercano di fondersi. In questo senso, e nella volontà esplicitamente dichiarata di sfuggire alla “banalizzazione del gioco delle parti fra maschile e femminile”, il lavoro nell’insieme è decisamente innovativo: fra maschio e femmina, reale e immaginario, corpo e apparenza molti fantasmi si agitano.
Proviamo a inseguirli e inoltriamoci in questo (per ora) inesplorato territorio, senza correre troppo rischio e pericolo, a parte essere colti dalla malinconia di un pomeriggio di domenica al cinema.
Che è poi una malinconia piacevole, e la migliore delle ragioni per leggere.

Dalla Prefazione di Claudia Salvatori

 

 

 

Racconti di: Caterina Venturini, Elena Vesnaver, Marino Buzzi, Renzo Saffi, Carmen Iarrera, Angelo Marenzana, Giulio Recchioni, Mauro Smocovich, Eziana Babbore, Artemide Almerìa Baraldi, Sacha Rosel

 

Sacha Rosel, nata a Pescara nel 1974, è traduttrice dall’inglese. Ha tradotto Sara Gran, Dan Simmons, Anne Perry, Stuart Woods, David Moody e la trilogia fantasy di Warcraft. Fa parte della redazione di Thriller Magazine (www.thrillermagazine.it), firmando recensioni librarie e cinematografiche. È curatrice del sito di scritture femminili Luna Donna (www.lunadonna.net). Ha partecipato alla stesura del Dizionoir (Delos Books, 2006), prima pubblicazione enciclopedica italiana dedicata al genere thriller, ai volumi Borsalino. Un Diavolo per Cappello (Robin, 2007) e al Dizionoir Fumetto (Delos Books, 2008). Ha pubblicato il racconto “Occhio Rosso” nell’antologia Bloody Hell. Storie di demoni e angeli caduti (Demian, 2009). È autrice della silloge di poesie Carne e Colore (Noubs, 2008).


 



 
 
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